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Del trascurare, dello spam, del pop e di altre felicitazioni

 

Ultimamente, amici lettori, potreste sentirvi un po’ trascurati dall’incedere meno ritmico dei post ittici del blog.

Niente panico!

Al giorno d’oggi c’è un’agenzia per tutto!

Rimbalzando tra meteore di impegni e di idee, pensavo che bisognerebbe aprire un’agenzia di like e commenti.

Soluzioni di spam personalizzate per il cliente. “Andy Warhol diceva che ciascuno nel futuro avrebbe avuto 15 minuti di notorietà. Noi ve ne daremo una vita”.

Casa Bianca & polemiche! Casa Pop!

La nuova frontiera del marketing.

SpamGlob: alienati dall’umanità, globalizzati.

In fondo l’umanità fa marketing da una vita: persino i nostri antenati di Altamira pubblicizzavano la propria caccia al bisonte.

Tutto è preistoria, la storia è soltanto un sogno.

Artisticamente Sfigata

Di cultura non si vive, vado alla buvette a farmi un panino alla cultura, e comincio dalla Divina Commedia.

cit. 3monti

- “Buongiorno scusi, dovrei rinnovare il documento d’identità”

- “Va bene signorina, allora qui i dati essenziali mi sembra non siano cambiati, altezza peso, tutto a posto….ah, ecco! Alla voce lavoro che mettiamo?”

- “Ehm….mettiamo….artista?”

- “Artista? E che lavoro sarebbe l’artista scusi?

- “Artista…nel senso che….scrivo!”

- “Scrive, e per quale giornale scrive scusi?”-

- “No, nessuno non sono giornalista”-

- “Allora scrive per i programmi in televisione? Sa quelli delle telenovele tipo, oppure per i talk show?”

- “No, nulla di tutto questo, scrivo per un blog”

Il lavoro e il blog sono…vintage!

- “Ah! E che scrittrice sarebbe scusi? Cioè, è mai andata in televisione, sa i i talent show li cercano gli artisti!”

- “No, mi dispiace, nessun talent show”

- “Ma, almeno, ce l’ha un fidanzato famoso per farsi fotografare sulle riviste scusi? Così poi scrive il libro che è stata con lui e la comprano!”

- “No, nessun fidanzato famoso!”

- “Allora ci va alle feste quelle importanti, così si fa notare dalle persone giuste?”

- “Ehm….no… io non le conosco le persone giuste…mi dispiace….”

- “Ma secondo me lei non ce l’ha la faccia da artista però signorì, cioè, è tanto carina ma l’artista deve essere visibile, un po’ pazzo no? Mi capisce vero? Lei è così normale!!! Ora lo chiediamo pure alla mia collega, Carmela!!!!! vieni un attimo!!! Ma secondo te sta signorina qui no, ce l’ha la faccia da artista?”

- “Artista? Ma artista tipo quella Emma?”

- “No, la signora scrive!”

- “Ah, ma tipo quello tanto carino….come si chiama…Solo? Zolo? Nolo? O quello che ci fanno i film al cinema poi, che piango tanto quando vedo i film…come si chiama….Noccia? Coccia? Boccia?”

- “No, no, la signorina scrive sul blog”

- “E che è il blog???”

- “Boh, e che è il blog signorì???”

- “E’ uno spazio che si trova su internet dove io ed altre persone scriviamo di quello che ci va, quando ci va, senza regole di mercato o di giudizi critici”

- “Ah, ma quindi lei non è famosa signorì!!! E io pensavo che era una famosa che m’hai chiamato a fa qui! M’hai fatto perde tempo Antò!”

- “ Va bene signorì, mi sta facendo perdere tempo anche a me, tra un po’ c’è la pausa caffè, a me lei più che un artista mi sembra una sfigata!!!! Che ci vogliamo mettere a questa benedetta voce lavoro?”

- “……metta…..Artisticamente sfigata?”-

- “Ecco si, mi sembra più appropriato per lei! Lavoro: Artisticamente Sfigata. Timbro. Ed ecco fatto! Arrivederci signorì, spero che trovi presto un lavoro vero e si sistemi, che è tanto carina! Arrivederci!”

- “Arrivederci”

E me ne andai, con una nuova consapevolezza…almeno per i prossimi quattro anni….

Laetitia

La Rivoluzione Ruttista

Lo spread è un soltanto un rutto

Dire che il ruttismo è nato con la rivoluzione ruttista, sarebbe come dire che prima di Gesù non c’era un senso religioso. Questo era ciò che intendeva Kuntakinte quando disse che “La religione è il rutto dei popoli”.Quindi quando è nato il ruttismo? Prima di definire il movimento ruttista, dovremo porci il problema del rutto. Da sempre l’uomo ha cercato di dare un senso ai grandi misteri della vita. Respirando l’odore di certe caverne abitate dagli uomini primitivi, gli scienziati sono riusciti a stabilire la datazione di antichissimi rutti.

La comunicazione tramite il rutto si rivelò poi determinante nello sviluppo delle società civili. Dal mito universale del Grande Ruttatore che creò l’Universo alla spiegazione scientifica del Grande Rutto, possiamo vedere più fattori che coincidono anziché collimare. In fondo si tratta di due diverse visioni della vita: da una parte quella mistica “Egli li creò ruttatori, a sua immagine e somiglianza”, dall’altra quella più scientifica “Il Grande Rutto da cui originò la materia gassosa che ha dato vita all’universo per come oggi lo conosciamo”.

La rivoluzione ruttista, dal canto suo, non fa altro che liberalizzare il rutto, rendendolo da sacro un concetto comune per tutti. I famosi motti “Rutto libero” “Più rutti per tutti” e “Il rutto al potere” rimarranno sempre impressi nella storia moderna. Quella generazione, la generazione del rutto, i figli dei rutti, ha cambiato la storia della comunicazione, nel bene e nel male. Se oggi possiamo rispondere al telefono ruttando, è grazie a loro.

Se oggi possiamo fare rutti in pubblico (fino al 1968 era vietato: ricordiamo anche l’epoca del proibizionismo negli anni ’20, in cui erano applicate sanzioni severissime per i ruttatori clandestini, il mercato del rutto nero) di ogni genere, e se conosciamo perfino i cosiddetti rutti silenti, o trasparenti, è grazie alla rivoluzione ruttista, che ha riportato al centro del discorso civile la questione ruttista.

Certo, a una dettagliata analisi, la rivoluzione, come tutti i grandi moti, ha comportato anche dei fallimenti: molti ruttatori sono diventati schiavi del sistema, il rutto è diventato perfino un sintomatico simbolo fisico tipicamente conformista. In un mondo dove tutti sono liberi di ruttare, il rutto ha ancora un senso? Questa è la sfida del nuovo secolo: ridare al rutto quella dignità originaria a fondamento dell’umanità tutta. Ce la faremo? Non possiamo saperlo, ma ciò che possiamo fare è un ruttino al giorno. Con moderazione, senza esagerare i toni del discorso e del problema. Ruttatori, lo sappiamo, si diventa.

Fonti ruttografiche:

- Fenomenologia epistemologica della peristalsi aerobica, De Ruptis A.

- Dal rutto al rotto: etimologia della rivoluzione, De Paperinis

- Ruttismo ed evoluzione dell’uomo, Darwin Charles

E lo chiamano tweet

Mi hanno detto “Vai e scrivi qualcosa di provocatorio.” Quindi ho pensato a quale tema potesse essere così scottante da risultare anche provocatorio. Forse potrei semplicemente limitarmi a dire “Fuma buona erba.” Oppure “Sii fedele alla tua ragazza e costruisci una famiglia.” O anche “Rispetta l’ambiente e non gettare i preservativi per strada.” Si sa: lo sperma non è biodegradabile, basti pensare alle nefandezze dell’umanità.
Forse invece dovrei sospettare che il nudo, crudo, atto della scrittura è già di per sé provocatorio. Insomma oggi ci facciamo per lo più “leggere”: dai raggi x, dagli amici di facebook più o meno interessati ai nostri status in formato citazione, dai followers, questi persecutori voyeristici delle nostre vite confezionate in formato chewin-gum in poco meno di 150 caratteri.

E lo chiamano tweet, che significa “cinguettio”, ma non lo sanno che è proprio cinguettando che i piccioni fanno piovere la merda sulle nostre teste? Bisognerebbe stare attenti ai cinguettii, specialmente quelli provenienti dalle aule del potere e della legiferazione, insomma dal Parlamento. Lì, ci sono un sacco di piccioni. Non è facile demagogia, tutt’altro: è la difficile constatazione di quanto sia improbabile che da questo letamaio nasca qualche fiore. Confidiamo, malgrado tutto nel grande giardiniere, un tecnico della situazione, chiamato a redimere le sorti di questo giardino di erbacce, lapidi e zombie.

Guida pratica per sopravvivere a un attacco di zombie

Mi sono perso, cosa volevo dire? Ah, sì volevo essere provocatorio. Ma ho finito soltanto per provocare un gran casino, e personalmente, una gran fame. Penso che andrò a farmi un hot dog, e poi magari torno a provocare, e facciamo anche la rivoluzione dai. A stomaco pieno però, e fuori dai pasti.

Il pulcino Pio guiderà la Rivoluzione.

Vongole Merluzzi & Dinosauri: Jurassic Blog!

Dinosauri, dinosauri e ancora dinosauri! Dateci i dinosauri! Quando si parla di dinosauri, io torno bambino, non capisco più niente. Da piccolo non volevo fare l’astronauta o il poliziotto o il pompiere (trova l’intruso parlando della sentenza Diaz di oggi…): volevo fare il paleontologo.

Io volevo studiare i fossili veri, e non ritrovarmi davanti alla tv a sentire Spending Review approvate da fossili viventi per un paese che presto vedrà la sua fine ma non a causa di un meteorite.

Quello che oggi non si è capito è che i Dinosauri ci hanno lasciato importanti lezioni di vita e di stile su come condurre l’esistenza quotidiana nella giungla giurassica nella quale ogni giorno ci svegliamo.

La prima lezione è sullo Stegosauro. A chi non piace lo stegosauro? Era un erbivoro, uno dei buoni.

Lo stegosauro è un tipo che impressiona. Se lo incontrate in giro non sottovalutatelo! Il collo è bello lungo, e lungo la regione dorsale esterna presenta una serie di placche ossee alte fino a un metro.

Queste placche nelle quali affluivano molti vasi sanguigni fungevano probabilmente come termoregolatori. Lo stegosauro, se attaccato, poteva far assumere loro un colore tale da scoraggiare gli attaccanti, bé almeno quelli più impressionabili s’intende, evitando così lo scontro e salvandosi la pelle, anzi la pellaccia.

Direte che era un tipo tranquillo tutto sommato. Errore! Come insegna il filosofo Bud Spencer “Non c’è cattivo più cattivo di un buono, quando un buono diventa cattivo!”

Sulla coda dello stegosauro (denominata “thagomizer”) ci sono ben quattro aculei, pronti a essere utilizzati come una vera e propria mazza ferrata. Se il tipetto si incazzava…occhio alla coda!

E poi sembra che possedesse addirittura due cervelli: in realtà questo è più un mito. Il suo cervello era grande tanto quanto una noce, e il secondo non era un vero e proprio cervello ma semplicemente un ganglio nervoso posto in corrispondenza del bacino. Sembra che le femmine di stegosauro dicessero che spesso loro, i maschi, non ragionassero con la testa! Bé mica è colpa loro se la natura li aveva forniti di un cervello proprio in quella zona!

Lezioni di vita desunte da tutto ciò: un tipo anche se buono, anche quando sembra che si limiti alla minacce, può essere pericoloso e possedere un thagomizer da qualche parte. In seconda battuta, a volte è sufficiente apparire intelligenti e non per forza esserlo. Ma ci vuole comunque un minimo di intelligenza per giocarsi questa carta!

Ah, e ricordate non fate incazzare uno stegosauro.

Ci vediamo alla prossima lezione di paleovita! C’è un dinosauro dentro ognuno di voi: scoprite quale e diventatelo.

E ora tutti insieme l’inno di fine lezione: tada ta ta tata daaaaaa tadaaa taaata….

Una giornata normale

Il libro è ordinabile presso qualsiasi libreria fisica o punto vendita online.

Sono le prime ore del mattino e vorresti scrivere un pezzo.

Su cosa di preciso non hai idea, ma pensi “Devo scrivere qualcosa.” Magari un racconto, ti va di scrivere un racconto? No, non sei in vena. Magari una poesia, no troppo facile, troppo breve. Magari potresti fare pubblicità al tuo ultimo libro di poesie, “State scherzando, vero?”, edito da Edizioni Ensemble.

Insomma, sì potresti fare tutto questo.

Ma anche no. Diciamo che non ti va di scrivere e lasci che le parole dei grilli parlanti “Il blog ha bisogno di pezzi, è urgente riprendere l’attività!” si infrangano contro l’ultimo modello di ventilatore comprato apposta per combattere il caldo massiccio di questi giorni.

Hai l’impressione che le pale del ventilatore riescano persino a spostare le idee, a rendere più dinamica e attiva la tua mente, anche se poi, in televisione, sui giornali, nei trafiletti riportati fuori dalle edicole, continui a leggere sempre le stesse cose.

E i giornalisti in televisione hanno sempre lo stesso tono e lo stesso stile, come stegosauri in attesa della fine della loro era, causa caduta di un meteorite.

Vorresti, per il blog, uno di quei bei pezzi brillanti come un tempo, magari una bella citazione a capoverso, che le citazioni fanno sempre comodo, sono come la coccarda sui regali, ci stanno bene.

Ma poi queste temperature ti sfiancano, le pile di libri depositati sulla scrivania ti ricordano che devi studiare, le tue energie sono canalizzate altrove, per adesso.

E quindi non ti resta che sospirare e rimandare anche per oggi il miracolo della moltiplicazione delle vongole e dei merluzzi.

Porca miseria! Ho il latte sui fornelli! Devo andare!

 

Ceci n’est pas un post

Questo non è un post e io non sono un blogger.

12 marzo 1922: nasceva Jack Kerouac.

Buon Compleanno Jack.

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