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Quotidiani #4: la capacità di scrivere

Il problema di quando scrivi una storia è scegliere ciò che non vuoi scrivere, ma, allo stesso tempo, diventare in qualche modo ossessionato con le cose che vorresti scrivere e con quelle che non stai affatto menzionando, ma che dovrebbero comunque essere nella tua storia.

Parlare poi della mia storia richiede tempo, come tutte le storie delle persone. Probabilmente raccontare una vita richiede un’altra vita mentre la vita reale scorre e, allora, si avrà bisogno di un’altra vita per raccontarla e così via.

Quotidiani #3

 

Il fattore thermos-leaking è inversamente proporzionale al rendimento degli studenti universitari.

Quotidiani #2

(a telefono)

“Pronto chi è ?”

dico il mio nome. Cerco la prof….”La segretaria urla “c’è la prof…?”

Allora una voce dice “Ma chi è che la cerca?”

La segretaria mi fa “Scusi, ma lei è un genitore?”

“No, sono un comune cittadino”

La segretaria, rispondendo all’altra, “No è un comune cittadino”

L’altra di tutta risposta: “Ah, ok. Pensavo fosse un genitore”

Vacanze Low Fly

Dove vai?

Su Twitter!

Mandami una cartolina!

Sarà fatto!

Twittvolution

 

Queste vacanze vola basso: twitta!

Questo è quello che i francesi chiamano “la démocratie”!

Holla-la-land!

Quotidiani #1

(da discorsi presi a caso)

Sai, quando ero a liceo e poco dopo, mi donavo molto alle persone, integralmente. Poi ho visto che la “salvezza” (definisco così, in maniera non precisa) non era in ciascun volto, ma il volto andava scelto. Anche lì, ho avuto problemi. Ho visto che la curiosità non apparteneva a tutti, almeno non tutti avevano la voglia di spendere energie per semplicemente scavare al di sotto della realtà data. Dunque, l’idolatria andrebbe punita, a partire dai poeti.

 

Storia del futuro

- Cosa fai nella vita?

- Per ora cerco il futuro.

- E come lo cerchi?

- Umm , basic stuff. Faccio cazzate, incontro persone random, uso la gentilezza come arma dei conflitti, mi diletto in poesia, bevo whisky al momento giusto, chiedo l’accendino anche se non fumo, ritardo quando penso che è bene prenderel’autobus successivo. A proposito, hai un accendino?

L’aspettativa di vita

Un uomo dovrebbe avere una sola aspettativa dalla vita: la vita stessa.

Può essere banale, ma questa cosa me l’ha detta un orango con un casco di banane sotto il braccio, fuori da un negozio di liquori.

Ora sembra tutto meno banale e più banane.

Il trono di banane

Resushitati.

E’, in questi giorni, in libreria, e ordinabile su internet, il nuovo libro di Cardiopoetica. Ebbene sì, noi siamo anche un collettivo di poeti e scrittori, mentre altri pescano o guardano la tv.

Nonostante, oggi, sia molto difficile incontrare editori disposti a pubbicare Poesia, l’editore Gordiano Lupi, responsabile della casa editrice “Edizioni Il Foglio Letterario”, ha creduto in noi e ha dato atto al miracolo che ogni uomo aspetta nel ventre della sua caverna: la resurrezione.

La vita ci ha spremuto, ci ha denigrato. Noi siamo stati più forti: siamo morti per Resuscitare.

Alieni qualunquisti

Posso dire una cosa?

A me Alien non è piaciuto.

Non mi intendo di cinema, quindi non starò qui a propinarvi una becera recensione da quattro soldi.

In molti lo considerano un capolavoro. Ma non so: è come quando arrivi davanti alla Gioconda e scopri che tutto sommato tutta quella fila, tutte quelle aspettative, erano inutili.

Un po’ come quando cresci e capisci che fare l’astronauta non era così figo come quando lo sognavi da piccolo. Ammesso che tu diventi un astronauta (e no: non ho intenzione di fare nessuna battuta satirica legata al mondo del lavoro).

No, aspettate. Ora non esageriamo. Fare l’astronauta è figo. Molto più figo che sognarlo.

Alien, invece, no.

Che poi “Alien” o “xenoformi” non sono forme di vita intelligenti. Una forma di vita intelligente non distrugge tutte le altre per sopravvivere. Logico,no? Anche un parassita, in confronto, apparirebbe degno di una laurea honoris causa.

Passo e chiudo.

Il barbiere di Orazio

“Peppe, taglia come se non ci fosse un domani”.

“E’ quasi lunedì”.

Apprendisti V&M (vado e mangio)

“Voodoo!!!”

(risposta di un apprendista stregone all’avviso “Il pranzo è prontooooo”)

PS buon compleanno, Nanni!

Bella, arrivederci!

Questa sinistra che continua solo a cantare ci ha rotto il c.

(omunismo)

Il post sulla domenica post-Pasqua

La domenica, come si sa, è il giorno del Dominus. Oggi mi sento servo hegeliano e non parlo. E domani che è lunedì si potrebbe  far partire la rivoluzione, ma come al solito, barbieri, parrucchiere et affini  la scamperebbero. Allora, ecco.

È il martedì il giorno in cui scoccare il dardo rivoluzionario.

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Eletto il silenzio

Finalmente un po’ di silenzio ci voleva. Ci voleva perché c’è chi ha abusato della parola, chi ha pensato che fare teatro fosse come fare campagna elettorale e chi pensava che si poteva fare campagna elettoralandando a teatro, chi ha pensato che le parole dette a vanvera avrebbero comunque coperto il silenzio degli altri, chi ha usato parole oneste per dire vere menzogne, chi ha parlato di una sinistra più sinistra in cerca di sinistri figuri. Un po’ di silenzio ci voleva, ci voleva perché non ci sono i buoni e i cattivi, come vogliono farci credere. Ma ci sono gli italiani e i “nuovi” italiani, buoni e cattivi, chi è più buono e chi è meno cattivo in una scala di grigi infinita. Proprio come noi. Proprio come loro.

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Cloni e ricloni storici

I tempi cambiano, la tecnologia avanza, i sindacati e gli operai restano.

Cloni al lavoro in una stazione spaziale.

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