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Resushitati.

E’, in questi giorni, in libreria, e ordinabile su internet, il nuovo libro di Cardiopoetica. Ebbene sì, noi siamo anche un collettivo di poeti e scrittori, mentre altri pescano o guardano la tv.

Nonostante, oggi, sia molto difficile incontrare editori disposti a pubbicare Poesia, l’editore Gordiano Lupi, responsabile della casa editrice “Edizioni Il Foglio Letterario”, ha creduto in noi e ha dato atto al miracolo che ogni uomo aspetta nel ventre della sua caverna: la resurrezione.

La vita ci ha spremuto, ci ha denigrato. Noi siamo stati più forti: siamo morti per Resuscitare.

Smartiesdimare…all’abbordaggio

Ehi marinai!

Sono quaggiù! Sulla scialuppa!

Navigavo per i sette mari in solitaria quando ho avvistato le vostre vele all’orizzonte!

La mia barchetta non ha remi né motore, ma viaggia sospinta dalle onde… attenzione però! Non pensate che non abbia una rotta precisa da seguire! A bordo ci sono una bussola e una mappa e vi assicuro che nonostante mi sia spesso ritrovata in acque tempestose, non ho mai perso di vista la corrente che scelsi di seguire il giorno in cui ho levato l’ancora.

Alla terraferma, per ora, non penso quasi mai. È in questo mare che mi sono ritrovata e di esso amo ogni molecola, al punto che non mi basta ammirarne i flutti o accarezzarne la superficie che luccica sotto i raggi del sole: a me piace osservarne i fondali sabbiosi, esplorarne le profondità, scendere giù dove le acque sono scure e fredde. Per questo motivo ho dotato il mio scafo di grandi oblò rotondi così, rannicchiata giù in coperta, posso trascorrere infinite ore ad osservare orrori e meraviglie che dal cielo non vedrei.

È infatti lì, nel “dentro”, nel “sotto”, nel “nascosto” che si celano le risposte che cerchiamo … e comunque, se del mondo avessi voluto un’immagine piatta, a due sole dimensioni, mi sarei accontentata di osservarlo tristemente da un acquario!

E che mi dite di voi? È da tempo che vi osservo col mio cannocchiale e devo dire che siete una ciurma alquanto singolare! Ma è proprio per questo che mi piacete, perciò che ne dite di iniziare a navigare fianco a fianco?

Siamo d’accordo?

Allora forza, rimettiamoci in viaggio!

 … … …

 Ma che sono quelle facce? Non avrete mica pensato che mi sarei occupata della cambusa … ?!

“Per tutti i calamai e i calamari”, Frank lingua mozza: l’avvistatore di poppa.

Bé, cosa avete da guardare: la lingua c’è, eccome. Incollata come la ruggine su una palla di cannone. Una coda di orca pronta a sbattere a terra, se arenata. A molti fa gola più del tesoro delle quattro sirene. Vorrebbero tranciarla e appenderla nello stanzino del comandante. E’ sanguinante. La lama filistea del sentito dire. Non ha risparmiato nessuno, vi dico. Ha sputato in faccia alla sorte. Ha rubacchiato al destino insonne. Se ho dormito nelle stive dei più importanti bucanieri del mar d’oriente, è merito di questa fottuta lingua. Ho sentito di commodori disturbati nella notte da incubi febbrili, agitandosi nel sonno come se impugnando la lama da taglio riuscissero a staccarmela dalla bocca. “Bla, datemi una prua da riempire di sputi”. Illusi.

Dall’alto dell’albero maestro, le mie urla riecheggiavano sulle chiappe dei venticelli più frivoli. Le correnti d’acqua cambiavano temperatura, al mio dire. Un fiuto innegabile per la strategia. Ogni capitano di mare ha desiderato avermi nella sua ciurma. Offerte, ricchezze, alte cariche. Non potevo permettermi di appartenere a nessuno. In qualunque vascello mi trovassi, l’attacco da parte di altri bucanieri era dato ai fini del mio rapimento. Mi misero in mare. Mi ritrovai a remare su una zattera, in acque ferme, con un pesce cane alle caviglie. Poi, una barcaccia. Si affacciò un scialbo, sciatto, orripilante uomo, con una pipa in bocca.

“Vongola o merluzzo?” mi disse.

“Che diavoleria hai spiaccicato” replicai.

“Vuoi arruolarti?” mi fece.

“Al nome di chi?” risposi.

“Lord Bad”.

“Frank lingua mozza che sale su una barcaccia del genere?” dissi.

“Sarà pure una barcaccia per solcare le onde, ma non per spezzarle” fece lui. “Allora, vongola o merluzzo?”

“Diamine, ti sembra il momento? Caccia questo pesce cane, idiota di un capitano”.

“Dunque?”

“Emm… vongola, vongola!”

Salendo sulla barcaccia, solo un altro uomo, magrolino, ubriacone, ero poggiato al timone. Curiosava la mia stazza.

“Salpiamo Capitano?” disse l’uomo al timone.

Il Capitano annuì.

“Salpare in tre, che follia è mai questa. Per dove, per giunta?”

“Per l’isola della lettura, compagno”.

“Per cinque fiaschi di rum, dove si trova tale isola ignara alla mia vista”.

“In un nuovo arcipelago, ma non ha importanza, al momento. Piuttosto, odio le vongole” disse Lord Bad accennando un sorriso di sfida.

“Benissimo”, replicai. “Ho un certo fiuto per i pesciolini rossi, in verità”.

Eccomi, ciurma!

Eccomi qui, mozzo fishcanfly all’appello!

Fish can fly: la sentenza ‘commerciale’ di Bono a favore degli agricoltori impoveriti – e non poveri per natura terrei a sottolineare- della famosa linea Hard Rock Cafè.

Fish can fly: un paradosso.

Ma chi ha mai sentito parlare un mozzo così? Ritorno al lavoro… chissà che stasera non riesca ad intascarmi del rum in più!

LordBad: mi presento.

Sono LordBad, il Capitano.

Mi è stato affidato il comando di questa barcaccia e per Nettuno ubriaco guiderò questa ciurmaglia fin dove soffia vento e oltre!

Con me ho sempre una bussola, una mappa della navigazione e soprattutto Polipo.

Polipo è un gatto di mare,con gusti tutti suoi. Non vuole essere fotografato. E ha una precisa opinione su tutto.

Sa con certezza quando finirà il mondo ma non vuole dirmelo.

Polipo di notte controlla tutto quello che scrivo e chatta a mia insaputa!

Ciurma di mezze calzette!! Si salpa!!!

Sono LordBad.

Sono il Capitano di questa nave, una discreta barcarola che fa acqua, ma non è timorosa di affrontare l’oceano.

Per ora oltre al sottoscritto accontentatevi del mozzo Fishcanfly !

Il “Personale di bordo” vi verrà presentato man mano. Ci sono pochi arruolati, ma presto, confidando nel buon mare, ne avremo in abbondanza!

Ben arrivati, dunque! Toglietevi quelle scarpe balorde sul mio ponte, non siate astemi, e se soffrite il mal di mare, bè tenetevelo.

Andiamo a caccia di vongole e di merluzzi.

Aspettate! Quello non è il vecchio e ardito Frank lingua mozza? Per tutti fenicotteri, è proprio lui!

 

Le vongole: quegli esseri che restano sempre attaccati allo scoglio delle proprie idee, della propria vita, delle proprie certezze.

 

 

I merluzzi: quegli esseri che sfidano il mare aperto delle incertezze, delle nuove esperienze, fieri di essere merluzzi. (qui un merluzzo un po' nervosetto)

 

SI SALPA!

E Voi, dite, cosa siete: vongole o merluzzi?

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