Tanti auguri a…
Auguri. Cristo, auguri.
Ogni anno la stessa storia. Non importa che si chiami Chanukkah, Ramadan o Natale. Puoi persino essere ateo e gli auguri ti verranno comunque a cercare. Tutte queste viscide persone non sanno nemmeno la radice del verbo augurare. Augurare significa accrescere, ma l’unica cosa che accrescono è la distanza che li separa da loro stessi.
Li vedo ogni mattina e capisco che l’unica cosa che posso fare è stare al loro gioco. Augurare. Allora: auguri. Auguri al tabaccaio che smercia morte. Auguri alla maestra che ci prepara durante l’anno come i panettoni senza canditi. Auguri al barbone sulla strada dell’università che mi ricorda il mio imbarazzo di essere venuto al mondo. Auguri a Jimmy Hendrix che mi ricorda che vivere vuol dire durare il tempo di un assolo. Auguri ai culturisti che mettono proteine nel loro pene. Auguri a Tolstoj e a tutti quelli che sono più in guerra che in pace. Auguri alla badante di mia nonna, ma soprattutto a chi non bada mai a se stesso. Auguri alle donne che si rifanno le tette in tempo per Natale. Auguri ai preti che sono più indaffarati degli uomini di Wallstreet. Auguri ad Andreotti e ai familiari di Moro. Auguri a Pacciani e a chi si porta dentro i propri mostri. Auguri ai migliori esempi della nostra generazione. Auguri a tutti quelli che votano Silvio perché non hanno più nulla da fare, auguri a chi vota quegli altri, in fila al seggio come il giorno della prima comunione. Auguri a Jack che ci ha insegnato a non frenare, e auguri all’altro Jack che ci ha aiutato a squartare la mente delle persone.

Auguri a chi vive l’emozione. A chi non ha paura. A chi sbaglia di proposito. Auguri ai bugiardi nella loro sincera meschinità. Auguri a chi ha tagliato il traguardo e a chi invece si è fermato prima. Auguri a chi non è nemmeno partito, a chi si innamora ancora e ancora e ancora senza stancarsi mai. Auguri a tutte quelle coppie che a vent’anni sembrano dei vecchi sposati da cinquanta. Auguri al rock. Auguri a chi fa sempre ciò che deve, a chi va contro corrente e anche a chi sceglie di essere la corrente.
Auguri alla pioggia quella che taglia il viso. Auguri a chi piange lava. Auguri a chi per raggiungere la felicità è disposto a perdere tutto.
Auguri a chi sa che l’amore non è nient’altro che egoismo. Auguri a chi si ama di nascosto.
Ma soprattutto auguri a me stesso, perché sono un testa di cazzo.
Vi auguro di non augurare mai nulla a nessuno.






Auguri anche a me, che pur non muovendomi qualche volta ho provato cosa sia volare. Auguri anche a chi voleva legarmi e non ci è riuscito.
Cavoli, quanti compromessi ci toccano per far credere di essere normali, perchè abbiamo bisogno di stare un po’ anche in pace e farci un po’ compatire e ottenere un po’ di benevolenza!
Ma un buono sfogo ogni tanto è catartico!!! ;
Niente auguri a te, te li sei fatti da solo eh eh, ciao!
L’ateicità degli auguri è sempre stata una mia prerogativa.
questo post è fantastico!
Questo pezzo, volevo precisare, è stato letto in un nostro reading pubblico ed ha avuto un ottimo riscontro nel pubblico
Nasce come pezzo scritto a tre menti e sei mani