Infiniti tramonti rossi

“Deve essere stato terribile.” – disse lei.

“Cosa?”- le rispose lui, accendendosi la seconda sigaretta.

“Andarsene…andarsene così…noi non sappiamo com’è, stiamo soltanto a guardarvi…”

“Vuoi sapere cosa si prova?” – le replicò lui, mentre fumava e la guardava. Si portò le mani agli occhi, non riusciva ancora ad abituarsi a tutta quella luce.

“Penso di sì. Tu cosa hai provato?”

“Non mi ricordo…”

“Non penso…dai così è troppo facile! Non ricordi niente?” – insistette lei.

“Giuro…Beh, quando mi sono trovato…qui, ammesso che questo si possa chiamare un “qui”, sono rimasto sorpreso, ma nemmeno troppo. In fondo sapevo che c’era qualcosa dall’altra parte. L’ho sempre saputo, più che altro l’ho sempre sentito.”

“Questo ok, ma quell’altra cosa…non ricordi?”

“No, mi dispiace…forse non si prova niente, come fai a provare qualcosa quando muori? Se muori, non provi più niente.” – disse lui, arrivato già a metà sigaretta.

“Ti dispiace aver lasciato?”

“Non sono stato proprio io a deciderlo, sai?”

“Cosa? Ma se ti sei suicidato!” – protestò lei, alzando le mani e agitandole.

“Si, si…ma si finisce per essere sempre vittime della vita. Io mi sono suicidato, ma non avevo scelta. Pensi che i suicidi abbiano una scelta? Pensi che possa chiamarsi scelta quella che ti divide tra essere morti dentro ed essere morti biologicamente?”

“C’è sempre un modo per ricominciare…”

“Belle parole di merda da dire a uno che si è appena suicidato.” – disse lui, gettò la cicca in terra e si allontanò. Attraversò il cortile e si affacciò al balcone. Di sotto stavano giocando alcuni bambini intorno a un pozzo. Qualcuno volava. Lei gli venne dietro.

“Scusami, non intendevo…”

“Non fa niente, ti perdono.” – disse lui.

Rimasero ad osservare il paesaggio.

“Non tramonta mai qui?” – chiese lui.

“Tramonta quando tu lo desideri.”

Lui pensò al tramonto e d’improvviso il cielo si colorò di rosso.

“Cosa è che rimpiangi di più della tua vita?”

“Lei. Perché vedi non ho mai avuto paura di morire, ma sapevo che la morte mi avrebbe separato da lei, e questo mi spaventava enormemente.”

“Sei ancora spaventato?”

“Sono angosciato. Non pensavo si potesse essere angosciati in paradiso.”

“Non è un luogo felice quello popolato da gente morta, sai? Per questo ci siamo noi. Noi angeli siamo qui per aiutarvi a ingannare il tempo.”

“Potrai anche ingannare il tempo o l’eternità, ma non ingannerai me”

“Che intendi dire?”

“Io continuerò ad essere angosciato. E domani magari sarò felice, e dopodomani triste, e un altro giorno ancora allegro…Non è il tempo a decidere cosa provo o a farmi sentire vivo. La verità è che quando non provi più niente, sei morto. E io voglio continuare a …vivere.”

“Ecco il senso.”- disse lei, annuendo. Spalancò le ali e volò via.

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