Marea

 Lo so cos’è la marea…Io lo so com’è sentirsi a terra… – Vasco Rossi

Certi giorni sarebbe meglio non svegliarsi. E non per la crisi di governo, per i rimorsi di coscienza confezionati in una scatoletta di condom o per il maltempo appena fuori dalla finestra della propria stanza.

Certi giorni sarebbe meglio non svegliarsi affatto, e non per lei, non c’è nessuna lei, nessuna metafora sanguinerà banalità melense fuori da queste parole.

Certi giorni sarebbe meglio non svegliarsi per niente per il semplice motivo che non si riesce a trovare un senso all’esistenza.

E per quanto tu possa accusare gli altri (perché è vero: l’inferno sono gli altri), alla fine è colpa tua, ma senza giudice, né giurati, senza accusatori e senza processo, assumersi una colpa non ha nessun significato. Una volta in piedi però devi guardare in faccia certe giornate con un ghigno alla Jhon Wayne e vedere se riesci a cavarne qualcosa di buono di cui andare fiero alla fine della giornata.

Sai anche che tutte le dita di tutte le mani che hai stretto nel corso della tua vita (e sono tante, così tante che non ricordi!) non ti bastano per contare quanti giorni “vuoti” hai lasciato trascorrere. Non che sia necessariamente la “sera” o il “tramonto” come momento definito della giornata per raccogliere quanto hai seminato, ma la verità è che hai sempre avvertito in te la chiara esigenza di una disciplina, e non c’è nulla di così naturalmente disciplinato come l’arco del sole che sorge e cala. Perché sei così egoista da non poter avvertire proprio questa terra che gira, e tutto ti gira comunque intorno, avranno voglia a parlarne Copernico e Galilei.

Fossi stato almeno un sasso, il massimo che ti poteva capitare è che qualcuno ti prendesse a calci o ti facesse rotolare giù da una scogliera per vedere se davvero fosse tanto difficile raggiungere la profondità del mare.

Invece ti tocca essere quello che sei e che sai di non poter sapere. L’unica, indefinibile sostanza che si racchiude nella tua pelle che invecchia. Allora ci hai provato (dio solo sa quante volte, quante!) ad affidare il tutto alle emozioni…Ma diamine, sarebbe preferibile essere un sasso che non prova nulla piuttosto che essere in balia di simili ferite. Perché nel momento in cui si accetta la gioia, si accetta anche il dolore, quando si accetta la fiducia si accetta il tradimento, quando si accetta la vita, si accetta la morte. Nessuno ci venderà mai una parte senza l’altra, anzi credo che perderebbe tutto il suo valore.

Hai provato anche a credere, e a non credere, e alla fine in quel pugno di dita raccolte intorno pendeva solo un rosario, e hai pianto quando le tue preghiere giungevano inascoltate, e hai pensato a quegli irrimediabili versi di Tolstoj, tratti da Le Confessioni

Aveva ormai circa ventisei anni quando, trovandosi a caccia, accampato per la notte, secondo la vecchia abitudine presa fin dall’infanzia, la sera si inginocchiò per la preghiera. Il fratello maggiore che si trovava a caccia con lui se ne stava sdraiato sul fieno e lo guardava. Quando S. ebbe finito e si accinse a coricarsi suo fratello gli disse: “Ma tu lo fai ancora?”. Ed essi non si dissero nient’altro. S. da quel giorno smise di genuflettersi a pregare e di andare in chiesa. E sono ormai trent’anni che non prega, non si comunica e non va in chiesa. E ciò non perché egli conoscesse quali fossero le convinzioni di suo fratello e fosse d’accordo con lui, non perché egli avesse deciso qualcosa in cuor suo, ma soltanto perché la parola detta dal fratello era stata come la spinta data con un dito a un muro che era già pronto a crollare per il suo stesso peso

E sotto il peso dell’esistenza il tuo corpo deve compiere ogni mattina uno sforzo per restituire non al mondo, ma a te stesso l’immagine che ti aspetti, e l’unica cosa di cui sei certo è che non è facile.

Dio, non sarà mai facile.

Senza sorridere e senza lacrimare, inizierai i tuoi riti quotidiani, sacerdote del caffelatte e del cornetto, servo dell’oroscopo o del meteo.

Cosa accadrà oggi?

Cosa vuoi che ti accada?

Vivrai?

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4 responses to “Marea”

  1. morenafanti says :

    Se hai intenzione di provare vai fino in fondo.
    Bel post e bel video. Calza a perfezione mi pare :)

  2. notimetolose says :

    E non serve mettersi un impermeabile. Il dolore passa comunque.

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